lunedì 24 marzo 2008

De vuotibus

La vita può crearti vuoti interiori di diverse entità, dimensioni, e forme.
Il riempimento è un processo spesso lento, ma continuo e distintamente percettibile.

Altri vuoti te li porti dietro da anni...il tempo per riempirli è ormai terminato, e puoi solo svuotare periodicamente i nauseabondi gas di quelle antiche cavità, bestemmiando ogni volta fra i denti mentre cerchi di scansare il geyser risultante, come una cacca mummificata di fronte la porta di casa che ti ritrovi di fronte ogni mattina. Una cacca indistruttibile.

Eppure meglio quelli sicuramente, frutto di una accettata e tollerabile fallacia insita nella nostra natura umana; remember kids, nessuno è perfetto. Mi guardo attorno e capisco che arrivare a trent'anni senza turbe di qualche tipo, è un lusso per pochi fortunati.

Meglio quelli, dicevo, del vuoto vittimista e opportunistico, generato dal "solito" cazzotto della vita (come dice Rocky, la vita sa colpire più duro di chiunque)... quello che, ehi, ce ne sono di peggiori eh? Non è una scusa per catturare l'attenzione pietosa del prossimo®. Non è una scusa per mettersi l'armatura antiTutto del cinismo. Soprattutto non è una scusa per evitare di fare i conti con noi stessi ogni mattina, davanti lo specchio, con lo spazzolino fra i denti.

Morale: a volte per andare avanti, bisogna farsi bastare il "continuo, e distintamente percettibile".

1 commento:

Giulio ha detto...

No, infatti è impossibile arrivare ai 30 anni (24? 25?) senza turbe, credo che non ci riesca proprio nessuno. Ma io preferisco i cazzotti che ti stendono ma ti permettono di risalire, rispetto ai vuoti pneumatici perenni che ti fanno marcire da dentro.
Comunque benvenuto nella blogosfera :)
-Giulio