"Oh Libertà,
poveri noi.
Abbiamo perso tanto.
La speranza.
L'orizzonte è una linea distante,
fittizia e vaga.
Irraggiungibile.
A tanto abbiamo rinunciato.
In fondo, i nostri sogni erano
la visione di un pazzo.
Un'allucinazione abbagliante.
Bella. Impossibile.
Un delirio inutile e illusorio.
Tanto ci hanno rubato.
Poco resta. Poveri.
Ma che non ci tolgano la
libertà, perchè se lo fanno...
Poveri...
Se ci portano via anche la libertà.
Poveri.
Poveri loro se ci provano."
Percival il Poeta
Tratto dal racconto a fumetti "Attraverso il labirinto", di Eduardo Mazzitelli ed Enrique Quique Alcatena.
martedì 15 aprile 2008
sabato 5 aprile 2008
Diogene il Cinico.
Fottere tutto e naufragare.
Mettere gli stivali e farli andare.
Correre per non arrivare.
Amare il rogo. Amare il suo bruciare.
- Baustelle
Stanotte la mia torcia è la follia, per cercarti amore, nella dimensione del nulla... tu che dovrai condurmi verso il prossimo stadio. Verso la prossima trasformazione.
E quanto sarò ebbro abbastanza, per vederti vibrare ai bordi della realtà... beh entra pure. Accomodati pure.
Sentiti libera di rompermi le suppellettili.
Mettere gli stivali e farli andare.
Correre per non arrivare.
Amare il rogo. Amare il suo bruciare.
- Baustelle
Stanotte la mia torcia è la follia, per cercarti amore, nella dimensione del nulla... tu che dovrai condurmi verso il prossimo stadio. Verso la prossima trasformazione.
E quanto sarò ebbro abbastanza, per vederti vibrare ai bordi della realtà... beh entra pure. Accomodati pure.
Sentiti libera di rompermi le suppellettili.
lunedì 24 marzo 2008
De vuotibus
La vita può crearti vuoti interiori di diverse entità, dimensioni, e forme.
Il riempimento è un processo spesso lento, ma continuo e distintamente percettibile.
Altri vuoti te li porti dietro da anni...il tempo per riempirli è ormai terminato, e puoi solo svuotare periodicamente i nauseabondi gas di quelle antiche cavità, bestemmiando ogni volta fra i denti mentre cerchi di scansare il geyser risultante, come una cacca mummificata di fronte la porta di casa che ti ritrovi di fronte ogni mattina. Una cacca indistruttibile.
Eppure meglio quelli sicuramente, frutto di una accettata e tollerabile fallacia insita nella nostra natura umana; remember kids, nessuno è perfetto. Mi guardo attorno e capisco che arrivare a trent'anni senza turbe di qualche tipo, è un lusso per pochi fortunati.
Meglio quelli, dicevo, del vuoto vittimista e opportunistico, generato dal "solito" cazzotto della vita (come dice Rocky, la vita sa colpire più duro di chiunque)... quello che, ehi, ce ne sono di peggiori eh? Non è una scusa per catturare l'attenzione pietosa del prossimo®. Non è una scusa per mettersi l'armatura antiTutto del cinismo. Soprattutto non è una scusa per evitare di fare i conti con noi stessi ogni mattina, davanti lo specchio, con lo spazzolino fra i denti.
Morale: a volte per andare avanti, bisogna farsi bastare il "continuo, e distintamente percettibile".
Il riempimento è un processo spesso lento, ma continuo e distintamente percettibile.
Altri vuoti te li porti dietro da anni...il tempo per riempirli è ormai terminato, e puoi solo svuotare periodicamente i nauseabondi gas di quelle antiche cavità, bestemmiando ogni volta fra i denti mentre cerchi di scansare il geyser risultante, come una cacca mummificata di fronte la porta di casa che ti ritrovi di fronte ogni mattina. Una cacca indistruttibile.
Eppure meglio quelli sicuramente, frutto di una accettata e tollerabile fallacia insita nella nostra natura umana; remember kids, nessuno è perfetto. Mi guardo attorno e capisco che arrivare a trent'anni senza turbe di qualche tipo, è un lusso per pochi fortunati.
Meglio quelli, dicevo, del vuoto vittimista e opportunistico, generato dal "solito" cazzotto della vita (come dice Rocky, la vita sa colpire più duro di chiunque)... quello che, ehi, ce ne sono di peggiori eh? Non è una scusa per catturare l'attenzione pietosa del prossimo®. Non è una scusa per mettersi l'armatura antiTutto del cinismo. Soprattutto non è una scusa per evitare di fare i conti con noi stessi ogni mattina, davanti lo specchio, con lo spazzolino fra i denti.
Morale: a volte per andare avanti, bisogna farsi bastare il "continuo, e distintamente percettibile".
domenica 9 marzo 2008
Sembra io sia ancora vivo.
Un razzo in caduta, ultimo fischio,
ero convinto sarebbe caduto lontano,
ero convinto che avrebbe fischiato per sempre,
ero convinto di tante cose.
Tra le tante di te, che saresti stata l’ultima ad abbandonarmi
Ultimo granello di polvere da bruciare,
per sospingere il razzo verso il suo incompreso abisso,
Ipocrita procrastinare una fine sofferta.
Ero convinto di tante cose.
Questa mi ha colpito. Il razzo ha perso
In anticipo quell’ultimo granello
Sacrificato sull’altare delle più belle speranze.
Ero convinto di tante cose.
Ed eccomi qua, a domandarmi e scervellarmi
Altra polvere conviene esploderla,
altri granelli ora resi più importanti
l’ultimo garantirà il loro bruciare luminosi,
e il suo sacrificio non sarà stato vano.
Sembra io sia ancora vivo…
ero convinto sarebbe caduto lontano,
ero convinto che avrebbe fischiato per sempre,
ero convinto di tante cose.
Tra le tante di te, che saresti stata l’ultima ad abbandonarmi
Ultimo granello di polvere da bruciare,
per sospingere il razzo verso il suo incompreso abisso,
Ipocrita procrastinare una fine sofferta.
Ero convinto di tante cose.
Questa mi ha colpito. Il razzo ha perso
In anticipo quell’ultimo granello
Sacrificato sull’altare delle più belle speranze.
Ero convinto di tante cose.
Ed eccomi qua, a domandarmi e scervellarmi
Altra polvere conviene esploderla,
altri granelli ora resi più importanti
l’ultimo garantirà il loro bruciare luminosi,
e il suo sacrificio non sarà stato vano.
Sembra io sia ancora vivo…
e chissà che il razzo non illumini l’abisso!
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